• Vittoria Tomasi

Ciclodelta, tra storia e natura

Aggiornamento: 12 set 2020



Un percorso tra storia e natura, capace di accontentare anche gli sportivi?

Ce ne sono davvero tanti, ma questa volta, ve ne proporrò uno che vi farà immergere nella bellezza delle Valli di Comacchio, un luogo meraviglioso che è sempre capace di ispirarmi per la realizzazione di nuove storie.


A proposito di storia, l’itinerario che vi sto per descrivere è stato disegnato proprio sulle tracce della Resistenza Comacchiese e viene percorso ogni 25 aprile da centinaia di biciclette. Non sto parlando di ciclisti professionisti, ma di famiglie con bambini, giovani coppie, gruppi di amici e tanti turisti, perché non c’è nessuna gara, nessuna conquista, ma solo un’esperienza da vivere…pedalando.


E allora ecco che si parte con la 31° edizione della ‘Ciclodelta della libertà’, da Parco della Resistenza a Comacchio, un parco molto suggestivo nascosto tra le vie di Comacchio, che ricorda i caduti della Seconda Guerra Mondiale.


Da lì, ci spostiamo verso il centro storico e, più precisamente, in piazza Folegatti, dove possiamo assistere alla cerimonia dell’alzabandiera e al discorso dell’assessore all’istruzione, capace di far riflettere tutte le generazioni.

“Quello che ci consegna la Festa di Liberazione è un messaggio di grande attualità – ha detto l’assessore Maria Chiara Cavalieri - perché la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, non può restare confinata alla ricorrenza di un giorno, ma deve diventare, anche per le giovani generazioni, un impegno quotidiano, uno stile di vita, teso al rispetto del prossimo, contro ogni forma di prevaricazione”.

Una volta terminata la cerimonia, si riparte in direzione della Chiesa dei Cappuccini, passando vicino alla Torre dell’Orologio, la Concattedrale di San Cassiano e, imboccando via Mazzini, ci ritroviamo di fronte a un percorso ciottolato, che ci porta fino al suggestivo portico dei Cappuccini.


Qui, tra l’altro, trovate anche la Manifattura dei Marinati, dove un tempo venivano lavorate le anguille e, se avete tempo, vi consiglio vivamente una sosta per una visita, magari durante l’accensione dei camini per scoprire i segreti della lavorazione dell'anguilla grazie a una delle tante rievocazioni storiche in costume!



Dopo aver attraversato tutto il centro storico, giriamo a sinistra, in direzione della Valle Fattibello e del Bettolino di Foce, punto di partenza per tantissime escursioni in valle, sia in barca che in bicicletta (ma anche a piedi!).

Una volta passato il piccolo ponte di ferro però, anziché girare a sinistra, proseguiamo a destra lungo l’argine, fino allo splendido casone di Donnabona, che ci offre un punto panoramico davvero imperdibile.



Dopo l’immancabile pausa foto, potete continuare a pedalare per immergervi nella valle, oppure, tornare indietro e dirigervi verso Stazione Foce e concedervi un po’ di relax (e magari un pranzo con i piatti tipici di valle), prima di tornare verso Comacchio percorrendo l’argine a ridosso della valle. Qui potrete pedalare fiancheggiando una serie di bilancioni, accompagnati sullo sfondo dallo skyline della cittadina (una foto è d’obbligo!).



Non siete ancora stanchi? Allora potete seguire l’argine per raggiungere, dopo circa 7 km di bicicletta la Salina e la Torre Rossa, altre due mete imperdibili, di cui vi parlerò nel prossimo post.


Intanto, godetevi il breve video-diario della mia escursione ;)



Buona pedalata!

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